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Pedopornografia

Artt. 600-ter, 604-quater, 609-undecies c.p.

Convenzione di Lanzarote 2007 

Direttiva 2011/93/UE

Legge 1 ottobre 2012, n. 172

Cassazione, sez. VI penale, 16 ottobre 2020 (ud. 16 settembre 2020) sentenza n. 28814/2020 – Pres. Renato Giuseppe Bricchetti, Rel. Gaetano De Amicis

La Corte di Cassazione, accogliendo il primo motivo di ricorso, annulla la sentenza della Corte d’appello di Roma che, ritenendo integrato il tentativo del reato di atti sessuali con minore in ragione della pubblicazione online di un annuncio, finalizzato ad intrattenere rapporti sessuali con giovani anche minorenni, accoglieva la richiesta di estradizione formulata dal dal Governo degli Stati Uniti d’America nei confronti dell’imputato. Secondo i giudici di legittimità non può ritenersi integrata l’ipotesi delittuosa di cui agli artt. 56 e 609-quater c. p. dal momento che: (i) applicandosi la fattispecie prevista dall’art. 609-quater c. 1 n. 2 (trattandosi, nel caso di specie, di minore quattordicenne), l’estradando non possiede una delle qualifiche soggettive espressamente previste dalla norma, la cui mancanza priva la fattispecie incriminatrice di uno dei suoi elementi costitutivi; (ii) l’annuncio pubblicato dall’imputato via internet era genericamente rivolto ad una pluralità di persone, non specificamente minorenni, e caratterizzato dalla manifestazione di un mero desiderio di conoscenza di “ragazzi più giovani (di ventiquattro anni o meno)”, non accompagnata dalla estrinsecazione di atti materiali univocamente indirizzati alla instaurazione di rapporti sessuali con minori ovvero al loro reclutamento per le medesime finalità.

Non potrebbe dunque accogliersi la richiesta di estradizione poiché l’esclusione dell’ipotesi delittuosa di cui agli artt. 56 e 609-quater c.p. esclude al contempo la configurabilità del requisito della doppia incriminazione per l’estradizione ex art. 13 c.p. e art. II par. 1 del Trattato di estradizione tra Governo italiano e americano.

The Court of Cassation annulled the sentence of the Court of Appeal of Rome, which, deeming integrated the attempt of the crime of sexual acts with a minor because of the online publication of an advertisement, aimed at having sexual relations with young people, including minors, accepted the request for extradition made by the Government of the United States of America against the defendant. According to the judges of legitimacy the criminal hypothesis of Articles. 56 and 609-quater c. p. cannnot be considered integrated since: (i) applying art. 609-quater c. 1 n. 2 (since the case in point concerns a fourteen-year-old minor), the extradited person does not possess one of the subjective qualifications expressly provided for by the provision, the lack of which deprives the incriminating case of one of its constituent elements; (ii) the advertisement published by the defendant online was generically addressed to a plurality of persons, not specifically minors, and characterized by the manifestation of a mere desire to know “younger boys (twenty-four years old or less)”, not accompanied by the manifestation of material acts unequivocally directed to the establishment of sexual relations with minors or to their recruitment for the same purposes.

Corte di Cassazione, sez. III penale, sentenza 13 ottobre 2020 (ud. 10 settembre 2020), n. 28454/2020 – Pres. Giulio Sarno, Rel. Antonella Di Stasi

La Suprema Corte ha ribadito che integra il tentativo del reato di atti sessuali con minorenne ex art. 609-quater c.p. la programmazione concreta di un incontro col minore di anni quattordici con esplicita richiesta di rapporto sessuale, trattandosi di condotta idonea ed univoca diretta al compimento di atti sessuali col minore, così come l’instaurazione col minore di un intenso rapporto telefonico di natura esclusivamente sessuale, con richieste di invio di fotografie a sfondo pornografico e proposte di incontri per consumare le pratiche sessuali oggetto delle conversazioni telefoniche, con la promessa di pagare il prezzo del viaggio in treno per raggiungere il luogo dell’incontro. Tale condotta non integra, invece, gli estremi del reato di adescamento di minori ex art. 609-undiecies c.p., poiché la norma in questione contiene una clausola di riserva in forza della quale il reato di adescamento di minori si configura soltanto quando la condotta non integra gli estremi del reato-fine, ovvero l’art. 609-quaterc.p., neanche nella forma tentata.

Conformi: Corte di Cassazione, sez. III penale, sentenza 30 luglio 2013 (ud. 11 aprile 2013), n. 32926/2013 – Pres. Claudia Squassoni, Rel. Chiara Graziosi; Corte di Cassazione, sez. III penale, sentenza 22 febbraio 2017 (ud. 29 settembre 2016), n. 8691/2016 – Pres. Aldo Finale, Rel. Giuseppe Riccardi

Per approfondire: SALVADORI I., L’adescamento di minori. Il contrasto al child-grooming tra incriminazione di atti preparatori ed esigenze di garanzia, Torino, 2018; BOGGIANI M., L’adescamento di minorenni, in Cybercrime, a cura di A. Cadoppi, S. Canestrari, A. Manna e M. Papa, Torino, 2019, p. 599 ss.

The Supreme Court reiterated that integrates the attempt of the crime of sexual acts with a minor under Article. 609-quater c.p. the concrete planning of a meeting with the minor of fourteen years old with an explicit request for sexual intercourse, since it is suitable and unambiguous conduct directed to the performance of sexual acts with the minor, as well as the establishment with the minor of an intense telephone relationship of an exclusively sexual nature, with requests to send pornographic photographs and proposals for meetings to consume the sexual practices covered by telephone conversations, with the promise to pay the price of the train ride to reach the place of the meeting. Such conduct does not, however, integrate the crime of solicitation of minors pursuant to art. 609-undiecies c.p., since the rule in question contains a reserve clause by virtue of which the crime of solicitation of minors is configured only when the conduct does not integrate the extremes of the end crime, not even in the attempted form.

Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 8 settembre 2020 (ud. 2 luglio 2020), n. 25266/2020 – Pres. Elisabetta Rosi, Rel. Ubalda Macrì

La Suprema corte ha ritenuto che la condotta di colui che, dopo aver inviato ad una ragazza minorenne una serie di messaggi di whatsapp allusivi e sessualmente espliciti, l’ha costretta a inviargli a sua volta una foto senza reggiseno nonché a commentare la foto da lei ricevuta ritraente il membro maschile, minacciandola altrimenti di pubblicare la chat su instagram e su pagine hot,integri il reato di violenza sessuale aggravata di cui agli artt. 609-bis e 609-ter c.p. In particolare, ha sostenuto che nella violenza sessuale non rileva la mancanza di contatto fisico tra vittima e reo, poiché tale reato può essere commesso anche mediante strumenti telematici di comunicazione a distanza, e che tale condotta è oggettivamente idonea a violare la libertà di autodeterminazione sessuale della vittima, poiché coinvolge indirettamente la sua corporeità.

Conformi: Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 24 aprile 2019 (ud. 30 ottobre 2018), n. 17509/2018 – Pres. Giulio Sarno, Rel. Aldo Aceto; Corte di Cassazione, sez. III penale, sentenza 12 giugno 2013 (ud. 9 maggio 2013), n. 25822/2013 – Pres. Claudia Squassoni, Rel. Santi Gazzara.

Per approfondire: SALVADORI I., Sexting, minori e diritto penale, in Cybercrime, a cura di A. Cadoppi, S. Canestrari, A. Manna e M. Papa, Torino, 2019, p. 567 ss; PICOTTI, L., La pedopornografia nel Cyberspace: un opportuno adeguamento della giurisprudenza allo sviluppo tecnologico ed al suo impatto sociale riflessi nell’evoluzione normativa, in Diritto di Internet, 2019, n. 1, p. 177 ss.; SALVADORI I., I minori da vittime ad autori di reati di pedopornografia? Sui controversi profili penali del sexting, in Ind. pen., 2017, n. 3, 789 ss.; SALVADORI I., L’adescamento di minori. Il contrasto al child-grooming tra incriminazione di atti preparatori ed esigenze di garanzia, Torino, 2018; PICOTTI L., I delitti di sfruttamento sessuale dei bambini, la pornografia virtuale e l’offesa dei beni giuridici, in M. Bertolino e G. Forti (cur.), Scritti per Federico Stella, Napoli 2007, vol. II, p. 1267 ss.

The Supreme Court held that the conduct of the person who, after sending a series of allusive and sexually explicit whatsapp messages to a minor girl, forced her to send him/her a photo without a bra as well as to comment on the photo she received of the male member, otherwise threatening to publish the chat on instagram and hot pages, integrates the crime of aggravated sexual violence referred to in Articles 609-bis and 609-ter of the Criminal Code. In particular, he argued that in sexual violence there is no evidence of a lack of physical contact between victim and perpetrator, since this crime can also be committed by means of telematic means of distance communication, and that such conduct is objectively capable of violating the victim’s freedom of sexual self-determination, since it indirectly involves his corporeity.

Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a una deroga temporanea a talune disposizioni della direttiva 2002/58/CE, COM(2020) 568 final

Constato che alcuni fornitori di servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero (quali i servizi di messaggistica e di posta elettronica basati sul web nonché la telefonia via Internet) stanno già utilizzando tecnologie specifiche per individuare gli abusi sessuali sui minori nell’ambito dei loro servizi e segnalarli alle autorità di contrasto e alle organizzazioni pubbliche contro gli abusi sessuali sui minori e/o per rimuovere il materiale pedopornografico, la Commissione europea ha avanzato una Proposta di Regolamento europeo che prevede una deroga temporanea a talune disposizioni della direttiva 2002/58/CE, c.d. direttiva e-privacy, che tutela la riservatezza delle comunicazioni e dei dati sul traffico. Con tale regolamento la Commissione propone di stabilire norme temporanee e rigorosamente limitate che derogano agli obblighi specifici di cui all’articolo 5, paragrafo 1, e all’articolo 6 direttiva 2002/58/CE, i quali non si applicherebbero, a certe condizioni, al trattamento dei dati personali e di altro tipo connesso alla fornitura di servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero strettamente necessario per l’uso della tecnologia al solo scopo di rimuovere materiale pedopornografico e di individuare o segnalare gli abusi sessuali sui minori online alle autorità competenti. Il Regolamento si applicherebbe dal 21 dicembre 2020 fino al 31 dicembre 2025.

Since many providers of number-independent interpersonal communication services (such as web-based messaging and e-mail services as well as internet telephony) are already using specific technologies to detect child sexual abuse within their services and report it to law enforcement authorities and public organizations against child sexual abuse and/or to remove child sexual abuse material, the European Commission has put forward a Proposal for a European Regulation providing for a temporary derogation from certain provisions of Directive 2002/58/EC, the so-called ePrivacy Directive, which protects the confidentiality of communications and traffic data. With this Regulation, the Commission proposes to establish temporary and strictly limited rules derogating from the specific obligations set out in Articles 5(1) and 6 of Directive 2002/58/EC, which would not apply, under certain conditions, to the processing of personal and other data related to the provision of interpersonal communication services independent of the number strictly necessary for the use of the technology for the sole purpose of removing child pornography and detecting or reporting sexual abuse of children online to the competent authorities. The Regulation would apply from 21 December 2020 until 31 December 2025.

Corte di Cassazione, sez. III penale, sentenza 5 giugno 2020 (ud. 05-03-2020), n. 17186 – Pres. Elisabetta Rosi, Rel. Gianni Reynaud

L’accettazione di numerose richieste di condivisione della cartella di archiviazione esterna in cui è stato memorizzato il materiale pedopornografico scaricato attraverso il programma Emule, implicando la volontà consapevole di divulgare o diffondere tale materiale, integra il reato di cui all’art. 600-ter co. 3 e 5 c.p., non potendosi ricondurre il caso di specie ad una mera utilizzazione di programmi di file sharing, che, comportando l’acquisizione e la condivisione automatica online con altri utenti dei files contenenti il materiale illecito, non è da sola sufficiente a far ritenere la sussistenza del dolo.

The acceptance of numerous requests to share the external filing folder in which the child pornography material downloaded through the Emule program was stored, implying the conscious will to disclose or disseminate such material, integrates the offense referred to in Article 600-ter, paragraphs 3 and 5 of the Italian Criminal Code. The criminal conduct in this case cannot be traced back to a mere use of file sharing programs, which, involving the automatic online acquisition and sharing with other users of the files containing the illicit material, is not sufficient on its own to suggest the existence of intent.

Conformi: Corte di Cassazione, sez. III penale, sentenza 23 marzo 2010 (ud. 12-01-2010), n. 11082 – Pres. Lupo, Rel. Franco; Corte di Cassazione, sez. III penale, sentenza 26 marzo 2018 (ud. 14-12-2017), n. 14001 – Pres. Di Nicola, Rel. Socci; Corte di Cassazione, sez. III penale, sentenza 31 luglio 2013 (ud. 11-12-2012), n. 33157 – Pres. Mannino, Rel. Savino.

Corte di Cassazione, sez. III penale, 9 marzo 2020 (ud. 8 gennaio 2020), n. 9354/2020 – Pres. Giulio Sarno,  Rel. Alessio Scarcella

Nell’ottica di massima protezione dei minori assunta anche in sede sovranazionale (con la Direttiva europea 2011/93/UE e la Convenzione di Lanzarote del Consiglio d’Europa del 25.10.2007), la nozione di “materiale pedoponografico” ex art. 600 ter u.c. c.p. non limita la rilevanza penale alle sole rappresentazioni di organi genitali di soggetti infradiciottenni, ma include anche gli organi sessuali “secondari”, quali il seno ed i glutei. Una diversa interpretrazione non troverebbe riscontro né nel dato testuale della disposizione richiamata (la quale utilizza il termine “organi sessuali” e non “organi genitali”), né nella giurisprudenza formatasi in materia di violenza sessuale ex art. 609 bis ss. c.p., secondo la quale possono costituire un’indebita intrusione fisica nella sfera sessuale altrui non solo le azioni aventi ad oggetto le zone genitali della vittima, ma anche quelle aventi ad oggetto zone ritenute “erogene”.

Considering the perspective of maximum protection of minors adopted by European sources (the European Directive 2011/93/EU and the Lanzarote Convention of the Council of Europe of 25.10.2007), the notion of “child pornography material” pursuant to Article 600 ter of the Criminal Code, does not limit the criminal relevance only to representations of genital organs of individuals under the age of 18, but includes also representations of “secondary” sexual organs, such as breast and gluteus. A different interpretation would be consistent neither with the textual meaning of the above-mentioned article (which uses the term “sexual organs” and not “genital organs”), nor with the case law on the offence of sexual violence pursuant to art. 609 bis ff. Criminal Code, according to which not only the actions involving the victim’s genital areas, but also those involving the “erogenous” areas of the victim may constitute an undue physical intrusion into his sexual sphere.

Corte di Cassazione, sez. III penale, sentenza 12 febbraio 2020 (ud. 21 novembre 2019), n. 5522/2020Pres. Fausto Izzo, Rel. Ubalda Macrì

Con riferimento al reato di pornografia minorile ex art. 600-ter c.p. le condotte sanzionate nel co. 1, tra cui la produzione, presuppongono che l’autore sia persona diversa dal minore, per cui la mera duplicazione di selfie pornografici effettuati tramite autoscatto dallo stesso minore non può essere qualificata come produzione. Tuttavia, l’eteroproduzione da parte di terzi del materiale pedopornografico non costituisce requisito stringente ed indefettibile di tutte le condotte punite dalla fattispecie in questione. Infatti, nell’ultima condotta della seconda ipotesi dello stesso comma 1, è ben possibile che l’agente tragga altrimenti profitto dagli spettacoli pornografici autoprodotti dal minore. Inoltre, i successivi co. 2, 3 e 4, nel riferirsi al materiale pornografico di cui al co. 1, non richiamano l’intera condotta delittuosa del comma precedente, ma fanno riferimento soltanto all’oggetto materiale del reato, ovvero il materiale pedopornografico. Ne consegue che per la configurabilità del delitto di cui al co. 4 dell’art. 600-ter c.p., relativo all’offerta o cessione ad altri di materiale pedopornografico, è sufficiente che oggetto dell’offerta o della cessione sia qualificabile come materiale pedopornografico, mentre è irrilevante che lo stesso sia stato realizzato dallo stesso minore. Tale interpretazione, che non costituisce overruling in malam partem, consente di salvaguardare le esigenze di tutela del minore adattando la fattispecie incriminatrice alle evoluzioni tecnologiche, con particolare riguardo al fenomeno del sexting, che determina un’inversione della strumentalizzazione del minore, che si sposta dal momento della produzione al momento della diffusione.

Regarding to the crime of child pornography punished by art. 600-ter c.p., the conducts sanctioned at co. 1, including production, assume that the author is a different person from the child, so the mere duplication of pornographic selfies made by the same child cannot be qualified as a production. However, the requirement of production of child pornography material by a different person than the child is not unfailing for all the conduct punished by this offense. In fact, in the last conduct of the second hypothesis of the same co. 1, it is quite possible that the agent would otherwise profit from the pornographic shows self-produced by the child. Furthermore, the subsequent co. 2, 3 and 4, in reference to the child pornography material referred to in co. 1, do not refer to the entire criminal conduct of the previous paragraph, but only to the material object of the crime, or the child pornography material. So, for the configurability of the crime punished by co. 4 of art. 600-ter c.p., relating to the offer or transfer to others of child pornography material, it is sufficient that the object of the offer or transfer can be qualified as child pornography material, while it is irrelevant that the same was made by the same child. This interpretation, which does not constitute prohibited overruling, allows to safeguard the needs of protection of the child by adapting the incriminating case to technological developments, with particular regard to the phenomenon of sexting, which determines an inversion of the exploitation of the child, which moves from the moment of production to the diffusion.

Cft. Giurisprudenza: Corte di Cassazione, sez. Unite penali, sentenza 15 novembre 2018 (ud. 31 maggio 2018), n. 51815/2018 – Pres. Domenico Carcano – Rel. Alessandro Maria Andronio con nota di Picotti L. in Diritto di Internet, 2019, n. 1, p. 177 ss.; Corte di Cassazione, sez. Unite penali, sentenza 5 luglio 2000 (ud. 31 maggio 2000), n. 13/2000 – Pres. Aldo Vessia – Rel. Pierluigi Onorato; Corte di Cassazione, sez. III penale, sentenza 21 marzo 2016 (ud. 18 febbraio 2016), n. 11675/2016 – Pres. Silvio Amoresano – Est. Enrico Mengoni; Corte di Cassazione, sez. III penale, sentenza n. 13 luglio 2017 (ud. 11 aprile 2017), n. 34357/2017 – Pres. Aldo Cavallo – Est. Ubalda Marcì

Dottrina: SALVADORI I., Sexting, minori e diritto penale, in Cybercrime a cura di A. Cadoppi, S. Canestrari, A. Manna, M. Papa, Torino, 2019, p. 567 ss.; SALVADORI I., I minori da vittime ad autori di reati di pedopornografia? Sui controversi profili penali del sexting, in Ind. pen., 2017, n. 3, p. 789 ss.

Corte di Cassazione, sez. III Penale, 28 agosto 2019 (ud. 26 giugno 2019), n. 36492/2019 – Pres. Sarno, Rel. Di Stasi

La fattispecie di reato di adescamento di minori ex art. 609 undecies c.p. punisce i fatti di adescamento anche quando non vi sia stata alcuna proposta di incontro con il minore medesimo, oltre che quando manchino comunque atti esecutivi finalizzati all’organizzazione di un incontro a scopi sessuali con il minore adescato. Trattasi infatti di norma dalla portata assai ampia in virtù della sua natura di reato di pericolo, caratterizzato da una significativa anticipazione della tutela che si rende necessaria per colpire comportamenti insidiosi, prodromici all’abuso sessuale ai danni degli adolescenti.

Il reato di cui all’art. 609 undecies c.p. si consuma nel tempus e nel locus in cui il soggetto agente compie le condotte di adescamento descritte nella fattispecie incriminatrice. Se la condotta viene posta in essere tramite internet o altri mezzi di comunicazione a distanza (e, quindi, si realizza non nel mondo reale ma in quello virtuale), deve essere percepita dalla vittima, attesa la struttura della fattispecie criminosa che presuppone una comunicazione fra due soggetti e che la condotta tipica di adescamento sia idonea al conseguimento del fine perseguito. Il locus commissi delicti va pertanto individuato in quello in cui si trova il minore adescato, perché è lì che si perfeziona la dimensione offensiva del fatto, che deve fare riferimento soprattutto al momento di partecipazione del minore.

The criminal offence of solicitation of minors according to Article 609 undecies of the Italian Criminal Code punishes solicitation even when there has been no proposal to meet the child, as well as when there are no executive acts aimed at organizing a meeting for sexual purposes with the solicited child. In fact, this crime is usually very broad in scope by virtue of its nature as offence of danger, characterized by a significant anticipation of the protection of the victim, necessary to combat insidious conduct, prodromal to sexual abuse against adolescents.

The offence referred to in Article 609 undecies of the Italian Criminal Code is concluded in the tempus and locus in which the agent carries out the solicitation conduct described in the incriminating case. If the conduct is carried out through the Internet or other means of distance communication (and, therefore, is not carried out in the real world but in the virtual one), it must be perceived by the victim, due to the structure of the criminal offence that: (i) presupposes a communication between two subjects; (ii) requires that the typical conduct of solicitation is suitable for the achievement of the objective pursued. The locus commissi delicti must therefore be identified in that in which the lured minor was, because it is there that the offensive dimension of the fact, which must refer above all to the moment of participation of the minor, is perfected.

Corte di Cassazione, sezioni unite, 15 novembre 2018 (ud. 31 maggio 2018), n. 51815/2018 – Pres. Domenico Carcano, Rel. Alessandro Maria Andronio

Ai fini dell’integrazione del reato di cui all’art. 600-ter, primo comma, n. 1), cod. pen., con riferimento alla condotta di produzione di materiale pedopornografico, non è più necessario, viste le nuove formulazioni della disposizione introdotte a partire dalla legge 6 febbraio 2006, n. 38, l’accertamento del pericolo di diffusione del suddetto materiale.

In order to integrate the crime pursuant to art. 600-ter, first paragraph, no. 1), penal code, with reference to the production of pedopornographic material, it is no longer necessary to ascertain the danger of spreading this material, given the new formulation of the provision introduced by the law of 6 February 2006, n. 38.

Corte di Cassazione, sez. III penale, ordinanza 6 marzo 2018 (ud. 30 novembre 2017), n. 10167/2018, Presidente Elisabetta Rosi, Relatore Ubalda Macrì

La Corte rimette alle Sezioni Unite la questione relativa all’interpretazione dell’art. 600-ter, comma 1, n. 1 c.p., risalente alla precedente sentenza delle stesse Sezioni Unite 31 maggio 2000, n. 13, antecedente alla riforma portata dalla legge 6 febbraio 2006, n. 38, ma seguita anche dalla giurisprudenza successiva, in merito alla necessità della sussistenza del pericolo concreto di diffusione per la configurabilità del reato di produzione di materiale pedopornografico.

Secondo la Sezione remittente, anche la produzione ad uso personale, senza pericolo né astratto né concreto di diffusione del materiale, integra la fattispecie di cui al primo comma, dato che essa non è richiesta né dalle fonti sopranazionali né da quelle nazionali, mentre della “diffusione” si occupano i commi successivi e la meno grave fattispecie di “possesso per uso personale”, di cui all’art. 600-quater  c.p., in forza della clausola di riserva con cui si apre si applica solo in via residuale, se non siano applicabili quelle più gravi di cui all’art. 600-ter c.p.

Corte di Cassazione, sez. III penale, 26 marzo 2018 (ud. 14 dicembre 2016), n. 14001/2016, Pres. Vito Di Nicola, Rel. Angelo Socci

Nel caso di acquisizione e di condivisione con altri utenti di materiale pedopornografico attraverso programmi di file sharing, la sussistenza del reato di cui all’art. 600-ter c.p., comma 3, deve essere esclusa solo ove manchino ulteriori elementi indicativi della volontà dell’agente di divulgare tale materiale, anche sotto il profilo dell’individuazione del dolo eventuale, desumibile dall’esperienza dell’imputato, dalla durata nel tempo del possesso di materiale pedopornografico, dall’entità numerica del materiale, e dalla condotta, già illecita ex art. 600-quater c.p., connaturata da accorgimenti volti a rendere difficoltoso di individuazione dell’attività (nel caso di specie consistiti nell’uso del computer del luogo di lavoro).

Corte di Cassazione, sez. III penale, sent. 09 maggio 2017 (ud. 13 gennaio 2017), n. 22265/2017, Pres. Aldo Fiale, Rel. Elisabetta Rosi

L’art. 604-quater 1 c.p. deve trovare applicazione anche nel caso di rappresentazioni a fumetti di minori coinvolti in atti sessuali, posto che il bene giuridico tutelato non è solo la libertà sessuale del bambino reale eventualmente rappresentato, ma anche la personalità e lo sviluppo dei soggetti minorenni intesi come categoria in generale. La norma in esame mira quindi a sanzionare tutti quei comportamenti che, benchè non offensivi di uno specifico minore, diffondano o incrementino l’attrazione per manifestazioni di sessualità rivolte al coinvolgimento di soggetti minorenni.

Corte di Cassazione, sez. III penale,  7 ottobre 2016 (ud. 4 maggio 2016), n. 42433/2016 – Pres. Renato Grillo, Rel. Giovanni Liberati

Per la configurabilità del reato di cui all’art. t. 600-ter c.p., la volontà di diffondere i files contenenti materiale pedopornografico acquisiti via web non può essere nè desunta nè provata dal semplice utilizzo di un  programma attraverso il quale è possibile scaricare e condividere i contenuti  mediante il sistema peer to peer (nel caso E-mule).

Corte di Cassazione, sez. III penale, 20 aprile 2015 (ud. 4 marzo 2015), n. 16329/2015 – Pres. Alfredo Teresi, Rel. Santi Gazzara

Ai fini della consumazione del reato di adescamento di minorenni di cui all’art. 609-undecies c.p. è necessario che non siano ancora configurabili gli estremi del tentativo o della consumazione del reato-fine. Qualora ciò si realizzi, dovrà procedersi soltanto per i predetti illeciti penali e non per l’adescamento. Sussistendo gli estremi del tentativo, contestare anche l’adescamento significherebbe di fatto punire due volte la stessa condotta, vanificando così il significato della clausola di riserva richiamata dall’art. 609-undecies c.p.

Corte di Cassazione, sez. III penale, 5 marzo 2014 (ud. 16 gennaio 2014), n. 10491/2014 – Pres. Alfredo Teresi, Rel. Vincenzo Pezzella

Ai fini della configurazione del reato di cui all’art. 600-quater c.p. è necessario che la condotta di detenzione abbia ad oggetto “files”, che in concreto possano essere considerati come materiale pornografico infantile, vale a dire “files” completi e già scaricati e visionabili da parte dell’utente. Di conseguenza, il menzionato reato non si configura qualora abbia ad oggetto soltanto frammenti di “files” incompleti e non coordinati tra loro, in quanto assolutamente illeggibili, inutilizzabili e quindi non “fruibili” dal soggetto agente.

Corte di Cassazione,  sez. III penale, 2 settembre 2013 (ud. 29 ottobre 2013), n. 47820/2013 – Pres. Alfredo Teresi, Rel. Lorenzo Orilia 

La sussistenza del reato di distribuzione, divulgazione e diffusione di materiale pedopornografico per via telematica non può essere stabilita soltanto sulla base della quantità dei “files” scaricati dall’utente dalla rete mediante programmi di file sharing. Ai fini della configurabilità dell’elemento soggettivo del reato di cui all’art. 600-ter, co. 3, c.p. è necessario provare altresì che il soggetto agente abbia avuto non solo la volontà di procurarsi il menzionato materiale illecito, ma anche la volontà di distribuirlo, divulgarlo o diffonderlo.

References:

PICOTTI L., La pedopornografia nel cyberspace: un opportuno adeguamento della giurisprudenza allo sviluppo tecnologico ed al suo impatto sociale, in Diritto di Internet, 2019, n. 1 in corso di pubblicazione.

SALVADORI I., Possesso di pornografia infantile, accesso a siti pedopornografici, child-grooming e tecniche di anticipazione della tutela penale, in Ruggieri F., Picotti L. (a cura di), Nuove tendenze della giustizia penale di fronte alla criminalità informatica. Aspetti sostanziali e processuali, Torino, 2011.

PICOTTI L., I delitti di sfruttamento sessuale dei bambini, la pornografia virtuale e l’offesa dei beni giuridici, in Scritti per Federico Stella, vol. II, Napoli, 2007, p. 1267-1322.

CADOPPI A., Commento art. 600-quater c.p., in Id. (a cura di), Commentario delle norme contro la violenza sessuale e contro la pedofilia, 4a ed., Padova, 2006.

DELSIGNORE S., BIANCHI M., Detenzione di materiale pornografico, in Cadoppi A. (a cura di), Reati contro la libertà sessuale e lo sviluppo psico-fisico dei minori, vol. III, I reati contro la persona, Milano, 2006.

PICOTTI L., Commento Art. 600-ter, III comma, c. p. (Pornografia minorile), in Cadoppi A. (cur), Commentario delle norme contro la violenza sessuale e contro la pedofilia, 4^ ed., Cedam, Padova 2006, p. 175-212.

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