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Frodi e abusi di carte di credito

Corte di Cassazione, sez. II penale, 17 marzo 2020 (ud. 5 febbraio 2020), n. 10354/2020 – Pres. Giovanni Diotallevi,  Rel. Sandra Recchione

Il reato di frode informatica ex art. 640 ter c.p., avendo i medesimi elementi costitutivi della truffa, dalla quale si diferenzia solamente perché l’attività fraudolenta dell’agente investe non la persona, bensì il sistema informatico di pertinenza della medesima, si consuma nel momento e nel luogo in cui l’agente consegue l’ingiusto profitto con correlativo danno patrimoniale altrui, non in quello in cui si realizza la manipolazione del sistema informatico, che costituendo solo la modalità “speciale” tipizzata della condotta, non esaurisce né perfeziona l’illecito.

The crime of computer fraud, pursuant to Article 640 ter of the Italian Criminal Code, having the same constituent elements of fraud (art. 640), from which it differs only because the fraudulent activity of the agent does not affect the person, but the computer system pertaining to the victim, is consumed when and where the agent obtains the unfair profit with correlative damage to the assets of the victim, beaccause the manipulation of the computer system constituts a “special” typified mode of conduct, that does not exhaust the offense.

Corte di Cassazione, sez. V penale, sentenza 23 gennaio 2020 (ud. 13 dicembre 2019), n. 2728/2020Pres. Grazia Miccoli – Rel. Michele Romano

Ai fini del reato di indebito utilizzo di carta di credito di cui all’art. 55, co. 9, d.lgs. 231/2007 (ora art. 493-ter c.p.) non rileva che l’imputato sia stato assolto dall’imputazione di furto della stessa. Infatti, l’impossessamento illegittimo della carta di credito non è un presupposto necessario ed indefettibile del delitto di indebito utilizzo della carta di credito, perché trattasi di reato volto a tutelare l’interesse pubblico alla repressione del fenomeno del riciclaggio del danaro sporco, per cui può sussistere anche nell’ipotesi in cui il titolare della carta di credito abbia consentito all’utilizzo della stessa ad opera di soggetto diverso. Inoltre, il consenso del titolare della carta di credito al suo utilizzo da parte di altri soggetti non può assumere rilievo ai sensi dell’art. 50 c.p., perché i beni giuridici che la fattispecie intende tutelare, ovvero l’ordine pubblico, l’ordine economico e la fede pubblica, sono indisponibile da parte del titolare della carta.

For the purpose of the crime of undue use of credit card punished by art. 55, co. 9, d.lgs. 231/2007 (now art. 493-ter c.p.) it is irrelevant that the accused has been acquitted of the theft charge of it. In fact, the illegitimate possession of the credit card is not a necessary and indefectible prerequisite for the crime of undue use of the credit card, because it is a crime aimed at protecting the public interest against the phenomenon of money laundering, so it can exist even if the credit card holder has allowed it to be used by a different person. Furthermore, the consent of the credit card holder to its use by other subjects is irrelevant pursuant to art. 50 c.p., because the legal assets that the criminal provision intends to protect, attributable to public order, economic order and public faith, are unavailable by the cardholder.

Corte di Cassazione, sez. II penale, sentenza 12 dicembre 2019 (ud. 30 ottobre 2019), n. 50395/2019 – Pres. Giovanni Diotallevi – Rel. Alfredo Mantovano

Risponde del reato di indebito utilizzo di carte di credito di cui all’art. 55 d.lgs. n. 231 del 2007 (oggi art. 493-ter c.p.), non di frode informatica ex art. 640-ter c.p., colui che, dopo aver sottratto la carta di credito altrui unitamente al PIN, la utilizzi indebitamente prelevando ripetutamente somme di denaro. In questo caso, infatti, la lesione è avvenuta in modo semplice e diretto attraverso un furto in danno di una persona, senza necessità di compiere azioni particolarmente complesse, quali la clonazione di dati, l’alterazione di banda magnetica o l’indebito inserimento nel circuito informatico, per cui manca il comportamento fraudolento, necessario per la configurabilità del reato di frode informatica. Quest’ultimo reato, infatti, è posto a tutela del bene giuridico patrimoniale nei confronti di comportamenti fraudolenti o manipolatori e tutela il regolare funzionamento dei sistemi informatici e la riservatezza dei dati ivi contenuti. Il reato di indebito utilizzo di carte di credito, invece, oltre al patrimonio individuale, offende anche interessi di matrice pubblicistica, quali lo svolgimento dell’attività finanziaria attraverso mezzi diversi dal contante.

The person who, after stealing the credit card of another person along with the PIN, uses it improperly withdrawing sums of money repeatedly, is liable for the crime of undue use of credit cards punished by Art. 55 Legislative Decree no. 231 of 2007 (now art. 493-ter c.p.), not for computer fraud punished by art. 640-ter c.p.. In fact, in this case the injury occurred in a simple and direct way through a theft to the detriment of a person, without the need for particularly complex actions, such as data cloning, alteration of the magnetic band or the debit inserted in the IT circuit, so there is no fraudulent behaviour, necessary for the configurability of the crime of computer fraud. In fact, this latter crime is intended to protect the legal asset against fraudulent or manipulative behaviour and protects the regular functioning of the IT systems and the confidentiality of the data therein contained. On the other hand, the crime of undue use of credit cards, in addition to individual assets, also offends public interests, such as the smooth running of financial activities through different means than cash.

Conformi: Corte di Cassazione, sez. VI penale, sentenza 14 gennaio 2016, (ud. 4 novembre 2015), n.1333/2016 – Pres. Antonio Agrò – Rel. Alessandra Bassi.

Difformi: Corte di Cassazione, sez. II penale, sentenza 21 dicembre 2015 (ud. 13 ottobre 2015), n. 50140/2015 – Pres. Antonio Esposito – Rel. Giovanna Verga;

Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza 4 dicembre 2019 (ud. 6 giugno 2019), n. 49195/2019 – Pres. Giovanni Diotallevi – Rel. Luciano Imperiali

Nel delitto di truffa il profitto può essere conseguito anche mediante accredito su carta di pagamento ricaricabile (nella specie “postepay”). In questo caso, il tempo e il luogo di consumazione del reato sono quelli in cui la persona offesa ha proceduto al versamento del denaro sulla carta, poiché tale operazione ha realizzato contestualmente sia l’effettivo conseguimento del bene da parte dell’agente, che ottiene l’immediata disponibilità della somma versata e non un mero diritto di credito, sia la definitiva perdita della somma stessa da parte della vittima.

In the crime of fraud the illicit profit can also be obtained by crediting a rechargeable payment card (in this case “postepay”). In this case, the time and place of consummation of the crime are those where the victim proceeded to pay the money on the card, because this operation has simultaneously achieved both the effective achievement of the asset by the agent, who obtains the immediate availability of the sum paid and not only a right credit, and the definitive loss of the same sum by the victim.

Conformi: Corte di Cassazione, sez. II penale, sentenza 24 marzo 2017 (ud. 10 gennaio 2017), n. 14730/2017 – Pres. Franco Fiandanese – Rel. Giuseppina Anna Rosaria Pacilli; Corte di Cassazione, sez. I penale, sentenza 16 giugno 2015 (ud. 13 marzo 2015), n. 25230/2015 – Pres. Severo Chieffi – Rel. Adet Toni Novik.

Difformi: Corte di Cassazione, sez. II penale, sentenza 2 dicembre 2019 (ud. 3 ottobre 2019), n. 48987/2019 – Pres. Matilde Cammino – Rel. Pierluigi Cianfrocca; Corte di Cassazione, sez. II penale, sentenza 7 dicembre 2017, (ud. 16 novembre 2017), n. 54948/2017 –Giovanni Diotallevi – Rel. Sergio Di Paola; Corte di Cassazione, sez. II penale, sentenza 20 febbraio 2015 (ud. 4 novembre 2014), n.7749/2014 – Pres. Enzo Iannelli – Rel. Ugo De Crescienzo; Corte di Cassazione, sez. II penale, 14 novembre 2016 (ud. 20 ottobre 2016), n. 48027/2016 – Pres. Piercamillo Davigo – Rel. Geppino Rago.

Corte di Cassazione, sez. II penale, sentenza 2 dicembre 2019 (ud. 3 ottobre 2019), n. 48987/2019Pres. Matilde Cammino – Rel. Pierluigi Cianfrocca

Il reato di truffa contrattuale ex art. 640 c.p. realizzata attraverso la vendita di beni on line, in cui il pagamento eseguito dalla parte offesa avviene tramite bonifico bancario con accredito su conto corrente, si consuma nel luogo ove l’agente consegue l’ingiusto profitto tramite la riscossione della somma e non già in quello in cui viene data la disposizione per il pagamento da parte della persona offesa. Pertanto, le condotte di prelievo delle somme sono successive rispetto alla consumazione di tale reato e non possono giustificare l’arresto in flagranza.

The crime of contractual fraud punished by art. 640 c.p. realized through the online sale of goods, where the victim pays by bank transfer with credit to the bank account, is consummated in the place where the agent obtains the illicit profit by collecting the sum, not that in which the victim gives the provision for payment. Therefore, the collection procedures of the sums are subsequent to the consummation of this crime and cannot justify the arrest in flagrante delicto.

Conformi: Corte di Cassazione, sez. II penale, sentenza 7 dicembre 2017, (ud. 16/11/2017), n. 54948/2017 –Giovanni Diotallevi – Rel. Sergio Di Paola; Corte di Cassazione, sez. II penale, sentenza 20 febbraio 2015 (ud. 4 novembre 2014), n.7749/2014 – Pres. Enzo Iannelli – Rel. Ugo De Crescienzo; Corte di Cassazione, sez. II penale, 14 novembre 2016 (ud. 20/10/2016), n.48027/2016 – Pres. Piercamillo Davigo – Rel. Geppino Rago.

Difformi: Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza 4 dicembre 2019 (ud. 6 giugno 2019), n. 49195/2019 – Pres. Giovanni Diotallevi – Rel. Luciano Imperiali; Corte di Cassazione, sez. II penale, sentenza 24 marzo 2017 (ud. 10 gennaio 2017), n. 14730/2017 – Pres. Franco Fiandanese – Rel. Giuseppina Anna Rosaria Pacilli; Corte di Cassazione, sez. I penale, sentenza 16 giugno 2015 (ud. 13/03/2015), n. 25230/2015 – Pres. Severo Chieffi – Rel. Adet Toni Novik.

Corte di Cassazione, sez. II penale, sentenza 6 novembre 2019 (ud. 17 settembre 2019), n. 45115/2019Pres. Ugo De Crescienzo – Rel. Ignazio Pardo

Integra il reato di truffa contrattuale ex art. 640 c.p. la mancata consegna della merce acquistata e pagata, nel caso in cui siano indicati il prezzo conveniente di vendita sul web e un falso luogo di residenza del venditore. La vendita online, infatti, si fonda sull’affidamento del compratore nella offerta del venditore che viene pubblicizzata esclusivamente attraverso un portale internet, dato che non è possibile esaminare la merce che si acquista. Per questo motivo è evidente la presenza del dolo iniziale di truffa, poiché la condotta descritta manifesta chiaramente l’assenza di reale volontà di procedere alla vendita da parte del soggetto che, incamerato il prezzo, ometta la spedizione, rifiuti la restituzione della somma ed altresì ometta di indicare qualsiasi circostanza giustificativa per tale doloso comportamento. Inoltre, è palese la presenza degli artifizi e raggiri, che vanno individuati nella registrazione presso un portale di vendite online, nella pubblicazione dell’annuncio unito alla descrizione del bene, nella indicazione di un conveniente prezzo di vendita, tutti fattori tesi a ingannare l’acquirente.

The failure to deliver the goods purchased and paid, if they are indicated in a convenient selling price on the web and the seller has indicated a false place of residence, constitutes the criminal offense of contractual fraud, punished by art. 640 c.p. In facts, online sales are based on the purchaser’s trust in the seller’s offer, which is advertised exclusively through an internet portal, since it is not possible to examine the goods that are purchased. For this reason, it is evident the presence of the initial intent of fraud, since the described conduct clearly shows the absence of a real desire to proceed with the sale by the seller that, once obtained the price, omits the shipment, refuses the restitution of the sum and also omits to indicate any justification for such fraudulent behaviour. Furthermore, the presence of artifices and deceptions is evident, which must be identified in the registration with an online sales portal, in the publication of the announcement together with the description of the good, in the indication of a convenient sale price, all factors aimed at misleading the purchaser.

Conformi: Corte di Cassazione, sez. II penale, sentenza 14 ottobre 2016 (ud. 19 luglio 2016), n. 43660/2016 – Pres. Matilde Cammino – Rel. Luciano Imperiali; Corte di Cassazione, sez. VI penale, sentenza 10 marzo 2015 (ud. 17 febbraio 2015), n. 10136/2015 – Pres. Conti Giovanni – Rel. Capozzi Angelo.

Corte di Cassazione, sez. II penale, sentenza 29 luglio 2019 (ud. 18 aprile 2019), n. 34466/2019 Pres. Geppino Rago – Rel. Antonio Saraco

La circostanza attenuante di cui all’art. 62, comma 1, n. 4 c.p. (speciale tenuità del danno patrimoniale) non è applicabile al delitto di indebito utilizzo di carta di credito di cui all’art. 493-ter c.p. (inserito dal d.lgs. 1 marzo 2018, n. 21, già art. 55 co. 5 d.lgs. 21 novembre 2007 n. 231), trattandosi di delitto la cui previsione è posta a salvaguardia di beni fondamentali, quali l’interesse pubblico a che il sistema elettronico di pagamento sia in qualsiasi caso utilizzato in modo corretto nonché la fede pubblica. Inoltre, trattasi di reato contrassegnato da maggiore disvalore sociale.

The attenuating circumstance provided by art. 62, par. 1, no. 4 c.p. (particularly tenuous damage) is not applicable to the undue use of credit cards provided by art. 493-ter c.p. (introduced by d.lgs. 1 marzo 2018, n. 21, already art. 55 co. 5 d.lgs. 21 novembre 2007 n. 231), because it is a crime whose provision is set to preserve fundamental goods, such as public interest in the correct use of electronic payment systems and public faith. Moreover, the undue use of credit cards is connotated by a great social disvalue.

Conformi: Corte di Cassazione, sez. II penale, sentenza 26 novembre 2012 (ud. 15 novembre 2012), n. 45902/2012, Pres. Giuseppe Cosentino – Rel. Roberto Maria Carrelli Palombi di Montrone; Corte di Cassazione, Sez. IV penale, sentenza 18 gennaio 2019 (ud. 13 dicembre 2018), n. 2319/2019, Pres. Salvatore Dovere – Rel. Giuseppe Pavich.

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