Topics

Cyber-Victimization

Corte europea dei diritti dell’uomo, Sezione V, sentenza 7 maggio 2020, ricorso n. 35283/14, Pres. Síofra O’Leary; Khadija Ismayilova contro Azerbaijan

Lo Stato convenuto, avendo qualificato quale espressione del diritto di libera manifestazione del pensiero la pubblicazione di un articolo da parte di una testata telematica che, per criticare la persona e l’operato della ricorrente, utilizzava il richiamo alla disponibilità in rete di video di natura sessuale ritraenti la stessa – la cui realizzazione e diffusione abusiva online erano peraltro state riconosciute dalla stessa Corte EDU quali violazioni alla sfera privata della vittima in una precedente pronuncia (sentenza del 10 gennaio 2019, ricorsi nn. 65286/13 e 57270/14) –, è stato condannato per non aver adottato misure adeguate a garantire la tutela del diritto della ricorrente al rispetto della sua vita privata e della sua reputazione, violando così l’art. 8 della Convenzione.

Secondo la Corte, infatti, se da un lato la Convenzione tutela l’informazione responsabile su questioni di interesse pubblico in conformità con l’etica del giornalismo, dall’altro non può esistere un interesse pubblico legittimo a sfruttare una violazione della privacy di una persona per soddisfare la curiosità di un certo numero di lettori, ridicolizzando pubblicamente la vittima e causandole ulteriori danni.

The defendant State, having classified as manifestation of the right of free expression of thought the publication of an article by an online newspaper which, in order to criticise the person and the actions of the applicant, used the reference to the availability on the internet of videos of a sexual nature depicting the applicant – the abusive creation and online distribution of which had, moreover, been recognised by the EDU Court itself as violations of the victim’s privacy in a previous judgment (judgment of 10 January 2019, Appeals No. 65286/13 and 57270/14) –, was condemned for failing to take adequate measures to ensure the protection of the applicant’s right to respect for her private life and reputation, thereby infringing Article 8 of the Convention.

According to the Court, while the Convention protects responsible information on matters of public interest in accordance with the ethics of journalism, there cannot be a legitimate public interest in exploiting a breach of a person’s privacy to satisfy the curiosity of a certain number of readers by publicly ridiculing the victim and causing him or her further harm.

Corte europea dei diritti dell’uomo, Sezione IV, sentenza 11 febbraio 2020, ricorso n. 56867/15, Pres. Kjølbro, Buturugă contro Roumanie

La Corte EDU con questa sentenza condanna la Romania per non aver analizzato e qualificato dovutamente le intrusioni lesive della riservatezza informatica e della segretezza della corrispondenza commesse dall’ex coniuge nei confronti della parte ricorrente, violando dunque gli obblighi positivi di protezione derivanti dagli artt. 3 e 8 della Convenzione EDU. L’accesso abusivo da parte dell’ex marito ai vari account (inclusi quelli ai social network) della vittima, l’intromissione nel suo computer, nonché l’acquisizione di suoi dati e immagini vanno infatti qualificati, tenendo conto della definizione fornita dalla Convenzione di Istanbul, come fatti (puniti più severamente) di “violenza domestica” e non di semplice violenza privata (§§ 67 e 38).

The European Court of Human Rights condemns Romania for failing to analyze and properly classify the intrusions to computer confidentiality and secrecy of correspondence committed by the former spouse against the applicant, thereby infringing the positive obligations of protection under Articles 3 and 8 of the European Convention of Human Rights. The abusive access by the ex-husband to the victim’s various accounts (including those on social networks), the intrusion into his computer and the acquisition of her data and images must in fact be classified, taking into account the definition given by the Istanbul Convention, as facts (more severely punished) of ‘domestic violence’ and not simply private violence (§§ 67 and 38).

Legge 19 luglio 2019, n. 69, cosiddetto “Codice rosso”

Modifiche al codice penale, al codice di  procedura  penale  e  altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. Si segnala in particolare l’art. 10 della presente legge, con il quale si introduce all’interno del codice penale il nuovo art. 612 ter in materia di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti (c.d. revenge porn).

Modification to the Criminal Code, the Code of Criminal Procedure and other provisions on the protection of victims of domestic and gender-based violence. In particular, it is worth mentioning art. 10 of this law, with which the new art. 612 ter on the illegal distribution of sexually explicit images or videos (so-called revenge porn) is introduced into the Criminal Code.

Contributi sul punto: G. Caletti, “Revenge porn” e tutela penale. Prime riflessioni sulla criminalizzazione specifica della pornografia non consensuale alla luce delle esperienze angloamericane, in Dir. pen. cont., 2018, n. 3, pp. 65-100.

Corte di Cassazione, sez. I penale, 2 maggio 2019 (ud. 14 febbraio 2018), n. 18216/2019 – Pres. Antonella Patrizia Mazzei, Rel. Domenico Fiordalisi

L’atteggiamento psicologico del reato di molestia di cui all’art. 660 c.p. deve essere caratterizzato dalla “petulanza”, che consiste nella volontà effettiva di interferire nella sfera di libertà altrui, fino al punto di determinarlo a invocare aiuto (nella specie la Corte ha ritenuto che non costituisse reato, per difetto dell’elemento psicologico, l’invio, nell’arco di 75 giorni, di 15 sms, di cui 2 a contenuto offensivo, all’ex fidanzata che non aveva attivato alcun meccanismo di blocco dei messaggi provenienti dall’ex fidanzato, il quale esprimeva essenzialmente amarezza provocata dall’interruzione del rapporto, gelosia e volontà di incontrarla di nuovo per riallacciare la relazione).

The psychological attitude of the crime of harassment provided by art. 660 c.p. must be characterized by “petulance”, which consists in the effective will to interfere in the sphere of freedom of others, determining him to invoke help (in this case the Court held that it was not a crime, for lack of the psychological element, the sending, over 75 days, of 15 text messages, two of which offensive, to the ex-girlfriend who had not activated any mechanism for blocking messages from the ex-boyfriend, which essentially expressed bitterness caused by the interruption of the relationship, jealousy and willingness to meet her again to renew the relationship).

Corte di Cassazione, sez. V penale, 28 gennaio 2019 (ud. 11 ottobre 2018), n. 3989/2019 – Pres. Rosa Pezzullo,  Rel. Giuseppe De Marzo

Lo stalking perpetrato mediante l’impiego del sistema di messaggistica WhatsApp configura l’ipotesi aggravata di cui all’art 612-bis, comma 2 c.p., per essere il fatto commesso attraverso l’uso del mezzo informatico.

The stalking perpetrated through the use of the WhatsApp messaging system configures the aggravated hypothesis referred to in art. 612-bis, paragraph 2, of the penal code, since the fact is committed through the use of an informatics system.

High level Group on fake news and online disinformation (HLEG) – Report: “A multi-dimensional approach to disinformation”, marzo 2018

Pubblicato lo studio redatto dal Gruppo di alto livello per il contrasto alla disinformazione online (“the HLEG”). Il gruppo, composto da 39 esperti, è stato istituito in gennaio dalla Commissione Europea per approfondire la tematica delle iniziative politiche volte a combattere le notizie false e la disinformazione diffusa online.

In January 2018, the European Commission set up a high-level group (“the HLEG”), composed of 39 experts, to advise on policy initiatives to counter fake news and disinformation spread online. The HLEG’s final report is now available.

Corte di Cassazione, sez. I penale,  1 marzo 2018 (ud. 24 maggio 2018), n. 9446/2018 – Pres. Arturo Cortese, Est. Rosa Anna Saraceno

Fotografare o riprendere con il cellulare qualcuno in un luogo pubblico, senza il suo consenso, può configurare il reato di cui all’art. 660 c.p., anche nel caso in cui il soggetto non si renda conto di essere ripreso, ed è dunque ammissibile il sequestro probatorio del cellulare.

Photographing or filming someone with a mobile phone in a public place, without his consent, can configure the crime ex art. 660 c.p., even if he didn’t realize he was filmed. Therefore the seizure of the mobile phone is admissible.

DDL n. 2688/2017: “Disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica”

ITALIAN ANTI-FAKE BILL

The bill proposes a fine of € 5.000 for fake news reporting; “hate campaigns against individuals” or stories “aimed at undermining the democratic process” would merit a fine € 10.000. News items that cause “alarm to the public” or “damage the public interest” would be punishable by up to one year in jail.

Print media would be exempt from the legislation.

Operators of any online news outlets would have to register with authorities before opening a blog or a discussion forum, and they would have to monitor information transmitted, particularly with regard to content to which users express widespread and sudden attention.

Germany’s social media hate speech law

1 ottobre 2017, Entrata in vigore della Netzwerkdurchsetzungsgesetz – Network Enforcement Act (NetzDG)

Legge 29 maggio 2017 n. 71  (GU n. 127 del 3-6-2017 )

New anti-cyberbullying Italian law

Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo

×