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Temi penalistici generali del Cybercrime

Corte di Cassazione, sez. V penale, 20 marzo 2019 (ud. 8 novembre 2018), n. 12546/2019 – Pres. Maria Vessichelli, Rel. Grazia Miccoli

Per superare le perplessità sulla configurabilità di una responsabilità in concorso ex art. 40 e 110 c.p. del blogger nel reato di diffamazione commesso dall’utente, si può fare ricorso alla figura della pluralità di reati, integrati dalla ripetuta trasmissione del dato denigratorio. Il blogger, appreso che sono stati pubblicati da terzi contenuti obiettivamente denigratori, se non si attiva tempestivamente a rimuovere tali contenuti, finisce per farli propri e quindi per porre in essere ulteriori condotte di diffamazione.

To overcome the doubts on the configurability of conspiracy between blogger and user in case of defamatory content online, it is possible to resort to the figure of plurality of crimes, supplemented by the repeated transmission of denigratory data. If the blogger, which have learned that objectively defamatory contents have been published by third parties, does not activate promptly to remove such contents, it ends up making them its own and putting in place further defamation behaviors.

 

Corte di Cassazione, sez. I civile, 19 marzo 2019 (ud. 21 febbraio 2019), n. 7708 – Pres. Francesco A. Genovese, Rel. Loredana Nazzicone

Secondo il regime delineato dall’art. 16 D.lgs. n. 70/2003, sotto il profilo oggettivo, al prestatore del servizio non “attivo” si rimprovera una condotta commissiva mediante omissione, per avere – dal momento in cui sussista l’elemento psicologico dell’effettiva conoscenza – concorso nel comportamento lesivo altrui a consumazione permanente, non avendo provveduto alla rimozione del dato informatico o al blocco all’accesso.

According to the regime outlined by art. 16 D.lgs. n. 70/2003, a non-active service provider can be held liable for a commissive through omission conduct, which consists in having failed either to remove the illegal data or to block the access. Indeed, the non-active provider is held liable for having – from the moment in which the psychological element of actual knowledge subsists – contributed to others’ harmful behavior, which has to be considered with a “permanent consumption”.

Corte di Cassazione, sez. V penale, 22 marzo 2018 (ud. 11 dicembre 2017) n. 13398 – Pres. Carlo Zaza, Rel. Alfredo Guardiano

La lesione del bene giuridico protetto, nel caso della pubblicazione di un articolo dal contenuto diffamatorio sul Web, non si esaurisce nell’atto della pubblicazione stessa, cioè della materiale inserzione e della diffusione dell’articolo nella realtà telematica, ma continua per tutto il tempo di permanenza dello scritto nel mondo della “Rete”, dove è liberamente consultabile da un numero potenzialmente illimitato di lettori.

The infringement of the protected “legal good”, in case of publication of defamatory article on the Web, does not end with the publication itself, that is to say the material insertion and dissemination of the article within the telematic reality, but continues for as long as the content remains on the “Network” world, where it is freely available to a potentially unlimited number of readers.

Raccomandazione (UE) 2018/334 della Commissione del 1° marzo 2018, sulle misure per contrastare efficacemente i contenuti illegali online

Commission Recommendation (EU) 2018/334 of 1 March 2018 on measures to effectively tackle illegal content online.

Risoluzione del Parlamento europeo del 3 ottobre 2017 sulla lotta alla criminalità informatica (2017/2068(INI))

European Parliament resolution of 3 October 2017 on the fight against cybercrime (2017/2068(INI))

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